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Indossa un'armatura d'amore e...

DIVENTA UN GUERRIERO SPIRITUALE

Il mondo sta rapidamente cambiando. La paura e l’amore non vanno insieme. La paura è costrittiva, auto-centrata e fa rivolgere la coscienza verso sé stessi. L’amore è invece in espansione, disinteressato e diretto verso il servizio. Per diventare un Guerriero Spirituale dovrai imparare a coltivare l’amore autentico, il coraggio e la compassione, imparando a dipendere più dalle tue facoltà interiori piuttosto che dalle circostanze esterne. In ogni momento puoi scegliere se coltivare la luce o l’oscurità. La domanda chiave è: “Vuoi essere parte del problema o parte della soluzione?” 

Se sei qui è perché hai già scelto: “Anch’io voglio essere un Guerriero Spirituale!”

Il Kit di sopravvivenza del Guerriero Spirituale è dedicato al maestro e fondatore dell’Istituto per le Tecnologie Spirituali, Bhakti Tirtha Swami, che ha ispirato questo omaggio che ti appresti a leggere. Che le tecnologie spirituali che troverai in questo testo possano illuminarti e mostrarti il cammino. 🙏🙏

Bhakti Tirtha Swami

Bhakti Tirtha Swami è un maestro spirituale, autore, laureato a Princeton e direttore dell’Institute for Applied Spiritual Technology a Washington D.C. Specializzato in relazioni umane e risoluzione dei conflitti, è stato consulente internazionale di diplomatici, capi di stato e di molte persone per più di vent’anni. Il suo messaggio potente e pratico di miglioramento personale e consapevolezza collettiva è una componente fondamentale nella missione di portare la pace nel mondo. I libri di Bhakti Tirtha Swami sono testi di riferimento in tutto il mondo per le università e le organizzazioni che si occupano del tema della leadership. Molti suoi libri sono stati tradotti dall’inglese in più di 19 lingue, tra cui tedesco, francese, spagnolo, portoghese, macedone, croato, russo, ebraico, balinese e italiano.

1. Introduzione al kit di sopravvivenza

Il Kit di sopravvivenza del Guerriero Spirituale è un prontuario multimediale di tutte le più importanti tecnologie spirituali e sottili che devi conoscere se vuoi diventare un vero Guerriero Spirituale. 

Cosa intendo per prontuario

Il Kit è un insieme di tecniche, divise per categorie, che ti serviranno per memorizzare le tecnologie spirituali che Bhakti Tirtha Swami consiglia nei suoi libri della serie Guerriero Spirituale. 

Puoi immaginarti un formulario di matematica in cui sono contenute tutte le formule che hai studiato o che studierai in futuro. Il formulario serve per aiutarti a tenere a mente tutte le tecniche e a evocare il loro significato alla tua memoria.

Il “Kit di sopravvivenza del Guerriero Spirituale” contiene il riassunto di (quasi) tutte le tecnologie spirituali per “combattere” e “difenderti” nella guerra per portare la luce nel mondo.

Partiremo dalla Piramide Olistica fondamentale per comprendere i 3 piani dell’esistenza in cui “combatte” il Guerriero Spirituale. 

Vedremo i 4 tipi di sogni e il loro ruolo nella nostra crescita evolutiva. 

Come Guerrieri studieremo le 5 tecniche per difenderci dagli attacchi dell’invidia e dei pensieri negativi degli altri. 

Ma un Guerriero non si difende e basta, deve sapere anche attaccare. Così vedremo le tecniche della scuola d’amore che rappresentano le 17 armi del Guerriero Spirituale. 

Mentre il Guerriero Spirituale avanza vuole aiutare anche gli altri a fare lo stesso, così si può trovare in un ruolo di Leader. Quindi vedremo le 10 tecnologie per una leadership consapevole.

I Guerrieri Spirituali lottano attraverso l’amore e l’amore significa relazione. Così vedremo il concetto di comunità e i 4 principi che la sorreggono. 

In ultimo vedremo la filosofia e l’aspirazione del Guerriero Spirituale. A riguardo analizzeremo i 4 cammini universali e il loro risultato sulla coscienza.

Per concludere una breve biografia del primo Guerriero Spirituale: Bhakti Tirtha Swami. 

Sei pronto/a?

2. Come usare il Kit di sopravvivenza

Il Kit di Sopravvivenza NON è un manuale, bensì è un prontuario.

Qui troverai tutte le “tabelle” che servono al Guerriero Spirituale per ricordarsi le tecnologie (sia le armi che gli scudi per difendersi) necessari ad affrontare la guerra della vita.

Leggile, imparale e utilizza questo Kit per tornare spesso a questi argomenti. 

Ovviamente ogni punto va approfondito, meditato e sperimentato. Questo non è lo scopo del Kit. Questo lavoro tocca a te. Per questo ci sono i fantastici libri di Bhakti Tirtha Swami.

Il Kit ti farà da guida, ti accenderà degli spunti di riflessione. Ti aprirà lo spiraglio per aprire la tua mente a nuovi orizzonti.

Il Kit ti offre liste dell’armamentario che devi portare con te. 

È come una “lista della spesa” e allo stesso tempo una “ricetta” per cucinare una pietanza succulenta.

Tocca a te comprare gli ingredienti, unirli e creare una preparazione da master chef.

Come?

Armati di coraggio e di volontà e diventa anche tu un Guerriero Spirituale.

Con questo “Kit di sopravvivenza” imparerai il punto di partenza per ampliare la tua coscienza e avrai sempre con te un inventario delle caratteristiche che devi avere per vincere la battaglia della vita.

Buona lettura!

 

3. Chi è un vero Guerriero Spirituale?

Nelle conclusioni finali di “Guerriero Spirituale: Scoprire le verità spirituali nei fenomeni paranormali“, Bhakti Tirtha Swami spiega cos’è un vero Guerriero Spirituale.

Chi meglio di lui può darci una definizione accurata?

[…] Sembra che il nostro destino su questo pianeta Terra sia un cupo e spiacevole soggiorno che abbiamo organizzato noi stessi. […] Cosa dobbiamo fare? Abbiamo diverse opzioni materiali:

Prima opzione

Possiamo soccombere alla negatività e unirci alla banda di delinquenti che distruggono il mondo

Seconda opzione

Possiamo immergerci nelle profondità della depressione che solitamente sfociano nel suicidio o in una dipendenza di qualche tipo

Terza opzione

Possiamo assumere una posizione neutrale e rinunciare alla nostra appartenenza alla razza umana

Quarta opzione

Possiamo diventare parte di una massa senza cervello controllata dalla paura, dall'intimidazione e dalla manipolazione

Oppure c’è un altro percorso alternativo: il percorso del guerriero spirituale

Non è un percorso facile e richiede coraggio, determinazione, disciplina, intensa compassione, amore incondizionato e la comprensione che questo mondo non è il nostro capolinea. 

I guerrieri spirituali affrontano avversità e sfide, ma in uno stato d’animo positivo ed equilibrato, rendendosi conto che le sfide ci purificano e che gli ostacoli ci spingono a salire più in alto, ad affrettarci e a impegnarci maggiormente. 

Persino l’oro, il più prezioso e costoso tra i metalli, raggiunge il massimo splendore attraverso il fuoco, mentre il diamante, la più preziosa delle gemme, si forma grazie a un’intensa pressione atmosferica e a un intenso calore. 

I guerrieri spirituali non sono soli: il Supremo Signore è nei loro cuori, gli angeli li custodiscono e li guidano mentre gli abitanti del mondo spirituale li rispettano come eroi ed eroine durante il loro viaggio di ritorno a casa nel regno spirituale. 

Vuoi unirti alle fila di questo esercito trascendentale? 

Se la tua risposta è “sì” ti sarà richiesto di prendere posizione, devi fare una scelta. 

Mentre le forze negative lottano per mantenere la loro posizione nella nostra vita, solo due fazioni emergeranno: gli illuminati spiritualmente e gli oppressi materialmente

Carissimo lettore, sappi che non hai il vantaggio del tempo: proprio in questo momento i tuoi pensieri e le tue azioni stanno già collocandoti in un campo o nell’altro.

La Terra sta sorgendo in un millennio di illuminazione spirituale e di purezza, i suoi abitanti brilleranno per la loro natura amorevole e per le loro menti pacifiche. 

I deva e gli angeli visiteranno di nuovo questo pianeta e la tranquillità permeerà l’atmosfera. 

Ti invito a prendere il tuo posto tra gli abitanti dell’età dell’oro. 

Imbraccia le tue armi fatte di austerità, misericordia, compassione e amore, e unisciti alle fila dei guerrieri spirituali mentre forgeremo un nuovo inizio sotto lo stendardo del Supremo Signore

Il Guerriero Spirituale non è MAI settario.

Dr. Richard L. Thompson spiega, nella prefazione del primo libro di Guerriero Spirituale, che “Esistono due approcci basilari al problema della diversità rispetto ai vari cammini spirituali: l’approccio esclusivo e quello  inclusivo. 

Secondo l’approccio esclusivo, le idee che differiscono dalla propria dottrina religiosa/filosofica riconosciuta sono rifiutate in quanto non valide. Tale approccio semplifica le cose per coloro che riescono a collocare appieno la loro fede in un particolare sistema di credenze. Per alcune persone infatti può essere di grande valore, perché permette loro di assorbire la saggezza della loro particolare tradizione senza essere distratti. Tuttavia, per coloro che sono dubbiosi e confusi dai molti argomenti contrastanti all’interno della propria fede, l’esclusivismo religioso può agire come un ostacolo al progresso spirituale.

L’approccio inclusivo cerca invece d’integrare tra loro le diverse scuole di pensiero. Secondo questa idea, tradizioni diverse descrivono la stessa realtà sotto diversi punti di vista. Anche se alcuni testi possono essere corrotti o manipolati con documenti contraffatti, è possibile giungere a un’immagine coerente della realtà attraverso la sintesi di tradizioni diverse e l’osservazione dei loro tratti comuni e punti di forza. Questa è la metodologia utilizzata in questo libro.”

Questa è la metodologia usata dal Guerriero Spirituale, che è capace di vedere l’essenza in ogni cosa.

4. La Piramide Olistica e i diversi piani di coscienza​

La prima cosa che devi comprendere come aspirante Guerriero Spirituale è che la realtà è divisa in 3 livelli. 

Questi livelli sono correlati fra di loro e non possono essere divisi. Mai. In nessun momento.

Può essere che li trascuri. Ma questi rimangono in te. 

Una persona sana ed equilibrata coltiva nella sua vita questi ambiti: 

    • curando il proprio fisico (attraverso l’alimentazione, l’esercizio fisico e la gestione degli istinti) 
    • coltivando la propria mente (attraverso lo studio, la meditazione e la contemplazione) 
    • connettendosi alla propria anima (attraverso i mantra, la preghiera e l’adorazione)

Se ciò non avviene si possono sviluppare problemi e malattie di carattere fisico, psichico e spirituale.

Il Guerriero Spirituale ha una visione olistica.

Ovvero…

Sa che la persona è l’insieme di tre livelli antropologici:

Livello Fisico (o materico)

Il mondo della materia grossolana. Tutto ciò che possiamo vedere e toccare. Per la scienza moderna questo livello costituisce meno del 6% della realtà! Eppure diamo così importanza al Livello Fisico.

Livello Psichico (o mentale, sottile o paranormale)

La dimensione dell’energia materiale sottile. È il campo psichico generato dai nostri pensieri e dalle nostre emozioni. E' l'inconscio collettivo in cui vagano le forme-pensiero. È quel mondo a cui accediamo attraverso i sogni. È la dimensione in cui risiedono e vivono le creature disincarnate.

Livello Spirituale (o trascendente, o metafisico)

La sfera trascendentale dello spirito puro. È al di là del regno sottile e trascende completamente la materia. È la sostanza di cui è fatta la nostra anima, così come la sostanza di Dio e del suo regno. È la meta degli Yogi, dei mistici e dei grandi santi.

Si tratta di sviluppare un’immagine a tre livelli di noi stessi (e degli altri esseri viventi) intesa come la combinazione del corpo fisico, della mente sottile e dell’anima trascendentale.

Perfezione non significa favorire uno di questi livelli a scapito degli altri.

Infatti la maggioranza delle persone si interessa esclusivamente del corpo, ma non considera il proprio benessere mentale e spirituale. Oppure ci sono persone che sono troppo concentrate nelle loro emozioni che si dimenticano del corpo e dello spirito.

Detto questo, NON devi abbandonare la cura del tuo corpo o reprimere le tue emozioni per diventare un vero Guerriero Spirituale. 

Anzi…

Il Guerriero Spirituale coltiva saggiamente tutti e 3 i livelli antropologici. 

Ma questi livelli non sono alla pari… c’è una gerarchia: la Piramide Olistica.

La Piramide Olistica consiste nella comprensione che l’anima è la parte più intima dell’essere e quindi la più importante. Segue lo sviluppo dell’equilibrio mentale e il benessere fisico. 

In virtù della Piramide, il Guerriero Spirituale può mettere da parte istinti del corpo e fissazioni della mente, se ciò è costruttivo per il suo avanzamento e la sua crescita verso obiettivi superiori.

Tutti gli insegnamenti puramente spirituali hanno a che fare con il mondo trascendentale, ma il regno sottile è un aspetto importante perché esercita un grande impatto sulla nostra vita sul piano fisico

Allo stesso modo, il Guerriero Spirituale (attraverso la conoscenza della Piramide Olistica) sa che se il corpo si ammala, a causa di una sua negligenza, allora sarà difficile perseguire il suo scopo elevato. Quindi cura il corpo considerandolo un tempio dell’anima. Il Guerriero Spirituale sa che se la psiche soffre diventerà un’ostacolo per la crescita interiore, di conseguenza esegue un processo introspettivo e un auto ascolto. 

La Piramide Olistica è un invito a vederci in modo completo e, allo stesso tempo, a indirizzare i nostri 3 livelli verso l’alto.

5. I 4 tipi di Sogni e la visione onirica​

I sogni sono un ottimo strumento per verificare cosa succede nel Livello Sottile e nel nostro inconscio. A volte, i sogni possono darci segnali e istruzioni utili per la nostra vita.

Il Guerriero Spirituale deve usare tutte le armi che ha a disposizione e imparare a leggere tutti i segnali che gli vengono inviati dall’universo. Per questo è importante che diventi più sensibile ai tuoi sogni e impari la tecnica interpretativa.

Conoscerli è molto importante per il Guerriero Spirituale perché alcuni sogni possono rivelare importanti informazioni per la nostra crescita e creare addirittura connessioni con piani più sottili dell’esistenza. 

I sogni possono essere classificati in diversi modi. Noi ne esamineremo quattro tipi

Primo tipo di sogni

Il primo tipo consiste nei sogni che si verificano come risultato di stimoli fisiologici. Sebbene il corpo sia addormentato i sensi sono ancora attivi, il che permette agli stimoli sensoriali di entrare nella mente e d’influenzarla. Per esempio, se senti il fischio di un treno mentre dormi, questo può interiorizzarsi nel subconscio e trasformarsi in una macchina dei pompieri nel tuo sogno.

Secondo tipo di sogni

La seconda categoria di sogni riguarda i pensieri che sono dormienti nel subconscio. Qualunque cosa pensi spesso rimane impressa nella tua mente inconscia. Non sei cosciente di questo tipo di pensieri nello stato di veglia, perché sono dormienti, ma durante il sonno, quando la mente cosciente è a riposo, possono esprimersi liberamente. La mente rimane attiva quando il corpo fisico è addormentato, perciò i pensieri hanno libero spazio per esprimersi. La sensazione che si prova durante il sonno, consiste spesso in uno sfogo liberatorio di ciò che non ha avuto luogo, o che non ha potuto aver luogo, nello stato di veglia. I sogni possono darti un indizio su ciò che ti preoccupa internamente e su quanto sei influenzato dal tuo ambiente.

Terzo tipo di sogni

Il terzo tipo di sogno riguarda i pensieri dominanti che hai quando sei sveglio. Se per esempio sei povero e costantemente affamato, allora la maggior parte dei tuoi sogni riguarderanno il cibo e la ricerca di cibo. Nella società occidentale, le due preoccupazioni predominanti sono il lavoro e il sesso, quindi la maggior parte dei sogni della popolazione si concentrerà su questi due aspetti. Una persona che si focalizza maggiormente sul sesso opposto, farà sogni più sensuali di una persona che non ha questa priorità. Anche le immagini che appaiono sui media hanno un forte impatto sui nostri pensieri, sia quando siamo svegli che quando dormiamo. A volte il sogno riguarda la famiglia, a seconda di quanto sia stretto il tuo rapporto con essa. Frequentemente, quando due persone che hanno un rapporto stretto sono lontane tra loro, nel sogno possono comunicare l'una con l'altra. Spesso situazioni vissute o persone conosciute nella veglia, sono nella tua mente quando vai a dormire, orientando il corso dei tuoi sogni.

Quarto tipo di sogni

La quarta categoria riguarda i sogni che servono per risolvere il karma, cioè le lezioni che devi imparare in questa vita. A volte, i sogni servono come strumento per sperimentare il karma accumulato: situazioni che avresti dovuto vivere nello stato di veglia, possono risolversi rapidamente nello stato di sogno risparmiando così tempo prezioso. Lo strumento del sogno può anche permettere a esseri evoluti di rimproverarti con due vantaggi: ti consente di risparmiare tempo, perché la dinamica non deve essere vissuta nel regno fisico; e le lezioni apprese attraverso il corpo sottile penetrano più a fondo nell'anima, lasciandoti impressioni durature.

Inoltre quando il corpo sottile della persona viaggia fuori dal corpo fisico durante lo stato di sogno, questa esperienza è talvolta definita come “sogno lucido“. Ma di questa esperienza ne parleremo un’altra volta…

Questo capitolo del Kit è tratto da “Guerriero Spirituale: Scoprire le verità spirituali nei fenomeni paranormali” dove puoi trovare ancora più dettagli sui sogni e sulla loro interpretazione

Non lo hai ancora nella tua libreria? Questo è davvero un libro indispensabile per diventare un vero Guerriero Spirituale!

Cosa aspetti?

6. Le 5 tecniche di difesa psichica​

Il Guerriero Spirituale deve difendersi dalle energie negative. In battaglia oltre ad avere le armi per “attaccare“, occorre avere scudo e armatura per “difendersi“. 

Ecco questo capitolo del Kit di sopravvivenza del Guerriero Spirituale parla della così detta “difesa psichica” ovvero come sviluppare un’armatura sottile in modo di diventare immuni alle invidie e alle energie negative che gli altri ci possono inviare. 

I pensieri altrui formano delle vere e proprie “forme pensiero” che aleggeranno nella tua aurea finché non troveranno un modo per passare e affliggerti. 

Ovviamente non vogliamo che ciò accada. Così dobbiamo rendere forte la nostra aurea in modo che diventi un vero e proprio scudo in grado di respingere l’energia negativa, ma permettere all’energia positiva dell’amore di entrare e uscire.

Principalmente fortifichiamo la nostra aurea (e quindi la nostra armatura sottile) quando armonizziamo il nostro stile di vita a una frequenza superiore. 

Come?

Attraverso 5 importanti punti.

L’obiettivo della difesa psichica non è quello di scatenare una guerra, ma d’insegnarti strategie di protezione che ti permetteranno di rimanere lo spirito libero che dovresti essere. La chiave è l’auto realizzazione e questo significa che devi lavorare su te stesso, infatti un insegnante può sicuramente essere uno stimolo ma, se vuoi elevare la tua coscienza, devi essere tu a desiderarlo e ad impegnarti. 

Ecco cinque punti su cui devi riflettere:

1. Controlla la tua mente

Più ti identifichi con la mente, più rischi di diventare suscettibile all'intrusione psichica. Sebbene ti abbiano insegnato a vedere la mente come il tuo vero io, in realtà non sei la tua mente: sei la persona che usa la mente proprio come usi le scarpe, il cappotto o il maglione. Se quindi usi qualcosa, non puoi essere quella cosa. Se volessimo esser più precisi, in realtà è l'anima che usa l’intelletto, la mente e il corpo. La tua mente è continuamente indaffarata ad accettare e a rifiutare gli stimoli che provengono dall'ambiente esterno. Il contesto e l'ambiente circostante determinano le informazioni che la tua mente acquisirà e memorizzerà. Nella maggior parte dei casi, la mente è la tua peggiore nemica perché è progettata per consigliarti d'inseguire ciecamente tutto ciò che i sensi desiderano. La tua mente è progettata per sussurrarti che quando soddisferai le funzioni primarie di mangiare, dormire, accoppiarti e difenderti, non avrai più nulla di cui preoccuparti. L"io" che la mente ti dice di essere non è il vero "io". C'è un "io" superiore, il tuo più grande potenziale: l'anima. Dunque, come gestire la tua mente? Una tecnica potente è quella di trattare la mente come se fosse un'altra persona che ti parla. Quando la mente inizia a dirti cose malsane o false, quando inizia a darti dolore, quando ti provoca paura, quando ti suscita ansia, non accettare questi pensieri e quelle emozioni. Riuscirai a rifiutarli facilmente solo a patto che tu abbia compreso la distinzione tra te e la tua mente. Ricordati che poiché sei separato dalla tua mente puoi valutare ciò che la mente ti propone. Questa pratica è di grande aiuto poiché anche quando sei bersaglio d'intrusioni mentali e non sei il responsabile dell'energia mentale che ti viene imposta, sarai in grado di agire con saggezza e ti accorgerai di ciò che ti sta accadendo. Finché ti identifichi con la mente agirai automaticamente in base ai suoi dettami e così essa ti controllerà, invece che il contrario, causando inutili complicazioni. È necessario perciò valutare costantemente ciò che entra e ciò che esce dalla mente. Sappi che una persona che ti pensa sta entrando nel tuo spazio psichico e, nella maggior parte dei casi, gli esseri umani non pensano amorevolmente gli uni degli altri. Se sei elevato spiritualmente e possiedi qualità invidiabili allora sarai particolarmente a rischio, perché i pensieri invidiosi delle persone possono renderti un facile bersaglio di bramosia e sfruttamento, come se si nutrissero di te. Non hai idea di tutti i pensieri, le energie e le forme di vita che ti porti dietro, ma sarà sempre la tua coscienza che determinerà ciò che avrà effetto su di te. Gran parte della tua realtà si basa sul modo in cui codifichi le cose, quindi non accettare i tuoi pensieri come fossero la verità assoluta, altrimenti la tua mente ti renderà il suo schiavo.

2. Pensiero positivo

È importante non identificarsi con i propri problemi né con quelli degli altri. Quando le persone ti confidano i loro problemi, ti stanno letteralmente trasmettendo le loro difficoltà. A quel punto, ti troverai i loro problemi sulle tue spalle e nel tempo continueranno ad appesantirti perché le persone, continuando a pensarci, li alimentano. Oppure potresti sentirti sopraffatto dalle tue sfide, come se fossi sotto un grande peso e non sei in grado di muoverti. Una piccola tecnica efficace per affrontare queste situazioni, consiste nel visualizzarti come se avessi già raggiunto la perfezione o un livello superiore. Quando ti concentri su quell'immagine, la stai creando e questo ti permette di rialzarti di nuovo.

3. Dieta sana

Lo stato di salute del corpo ha un effetto importante sulla tua coscienza, così la tua dieta è un'arma fondamentale per la tua difesa psichica. Se crei un'energia superiore non sarai influenzato dall'energia inferiore. Se il tuo corpo si trasforma in un vero e proprio cimitero perché ti cibi di carne, sarà molto più difficile eliminare le forze negative dalla tua vita. Infatti se introduci un cadavere nel tuo corpo lo trasformi in un cimitero di animali. Se chiedi a un sensitivo di osservare un cimitero, vedrà molti spiriti disincarnati e spesso le persone che vivono lì vicino sono bombardate da problemi psicologici per via dell'energia che vi è immagazzinata. Pensa all'effetto che avrai sulla tua coscienza se trasformi il tuo corpo in un cimitero perenne a causa del consumo regolare di carne. Considera che come la carne si decompone all'aperto, lo stesso accade all'interno del tuo corpo. Se studi la tematica della nutrizione scoprirai che il vegetarianesimo è una dieta perfetta per una società più sana dal punto di vista salutistico, morale, etico e spirituale.

4. Niente intossicazione

L'intossicazione, in tutte le sue forme e in qualsiasi grado, ci rende particolarmente vulnerabili alle intrusioni psichiche. Hai mai sentito gli alcolisti raccontare di aver visto gli elefanti rosa? Non è un'allucinazione. Quando lasci che il tuo corpo degeneri sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, la tua vibrazione si muove verso piani inferiori dell'esistenza e, mentre ti sintonizzi su queste dimensioni, invochi esseri disincarnati. Non è un caso se gran parte del mondo soffre a causa di problemi legati alla droga e le infrastrutture globali continueranno a cadere a pezzi finché chi le gestisce continuerà a essere dipendente da sostanze stupefacenti. In termini psichici: l'assunzione di droghe crea buchi nel corpo astrale ed è come se evocassi le entità che sono capaci d'intrusioni psichiche, attacchi mentali e possessioni. La maggior parte delle persone che assumono regolarmente droghe hanno almeno un visitatore al loro interno, di cui sono ovviamente all'oscuro. Non sono bloccati solo dalla droga ma anche dagli esseri che portano dentro di sé. Ci sono alcune entità che non aspettano altro di avere l'opportunità e l'ambiente adatto per infiltrarsi dentro di te e, se apri le porte e le richiami, allora qualcuna potrebbe entrare davvero. Drogarsi equivale a "richiamare" visitatori sottili indesiderati. Oltre alle droghe e all'alcol, il gioco d'azzardo è un'altra forma d'intossicazione. In luoghi come Las Vegas e Atlantic City, la gente sviluppa una dipendenza quando riceve qualcosa in cambio di niente e, dato che esistono sintomi ben definiti nei soggetti dipendenti dal gioco d'azzardo, questa è ormai considerata una malattia a tutti gli effetti. Le persone necessitano di cure in cliniche specialistiche perché non riescono a trattenersi dal giocare. Anche le lotterie non sono create per caso e soprattutto le lotterie nazionali sono un meccanismo di "salvataggio" che si usa quando uno Stato è in difficoltà finanziaria. I leader sono pienamente consapevoli del fatto che il gioco d'azzardo è una forma d'intossicazione e che può quindi portare grossi guadagni finanziari. Anche chi gioca d'azzardo apre le sue porte energetiche e invita entità disincarnate a entrare.

5. Uso corretto dell'energia sessuale

L'uso corretto dell'energia sessuale è fondamentale per la tua stabilità interiore e per la tua protezione psichica. Uno degli usi più elevati dell'energia sessuale è quello di attirare anime virtuose affinché nascano in questo mondo, offrendo loro il nostro impegno di guidarle e nutrirle spiritualmente. Grazie al nostro contributo queste anime assumeranno un ruolo di guide e d'insegnanti. Mentre l'abuso dell'energia sessuale trova la sua manifestazione in pratiche superficiali come la pornografia, che svaluta totalmente la sacralità del rapporto uomo-donna. La pornografia spinge gli uomini a vedere le donne come oggetti di piacere da manipolare e da godere, propaga l'irresponsabilità e genera una mentalità controllata dalla perversione. La pornografia appare nelle riviste, nell’industria cinematografica e discografica. Insieme al mercato della droga, la pornografia è una delle industrie più grandi e in maggior ascesa del pianeta, tanto che numerosi bambini vengono rapiti per realizzare film pornografici e rituali satanici. Siamo quindi circondati da un abuso dell'energia sessuale.

Per ridurre al minimo gli effetti del bombardamento psichico che ti circonda, puoi seguire il modello “arti marziali”. Nelle arti marziali non devi necessariamente affrontare un attacco con un contrattacco. Al contrario, puoi posizionarti dietro al nemico e aggirarlo in modo da sottrarti alla sua energia. Non è necessario alimentarlo, puoi trascenderlo. Per farlo, devi prima di tutto analizzare te stesso nelle 5 aree che ti ho appena menzionato:

      • Controllo della tua mente
      • Pensiero positivo
      • Dieta sana
      • Niente intossicazioni
      • Uso corretto dell’energia sessuale

Anche solo questo processo di autoanalisi ti renderà automaticamente più forte, perché creerai una maggiore protezione semplicemente riflettendo sulla tua attuale situazione. Se segui questi semplici consigli non dovrai preoccuparti di tutti i tipi di attacchi psichici che possono verificarsi perché avrai un campo naturale di protezione intorno a te, avendo fortificato la tua coscienza. L’amore, la rettitudine e il Divino sono più forti della negatività di quest’epoca. Quindi, sii amorevole e giusto perché più ti allineerai con la Divinità, più avrai protezione e più grande sarà il tuo avanzamento spirituale.

Questo capitolo del Kit è tratto da “Guerriero Spirituale: Scoprire le verità spirituali nei fenomeni paranormali” dove puoi trovare ancora più dettagli sulle strategie pratiche per la tua difesa psichica

Non lo hai ancora nella tua libreria? Questo è davvero un libro indispensabile per diventare un vero Guerriero Spirituale!

Cosa aspetti?

7. Le 17 pratiche della scuola d'amore​

Oltre alle tecniche per difendersi, il Guerriero Spirituale deve imparare come “attaccare” il “nemico”. L’arma del Guerriero Spirituale è l’amore e la compassione. 

Sono arme insolite (soprattutto di questi tempi), ma sono estremamente potenti ed efficaci per sconfiggere anche l’avversario più accanito.

Per sviluppare relazioni significative, bisogna diventare esseri umani completi, di quelli che non sentono il bisogno di cercare le soluzioni all’esterno. 

Occorre piuttosto imparare ad esercitare l’introspezione ed entrare in sintonia con realtà spirituali superiori. 

Come? 

I diciassette punti che seguono ci offrono un prontuario per conseguire quell’interezza che sarà alla base di un relazioni forti e durature.

1. L’amore è necessario per essere in buona salute, fisicamente e spiritualmente.

Chi è privo di relazioni affettive è dieci volte più a rischio di malattie croniche, e cinque volte più a rischio di esaurimento nervoso.

2. L’amore non è né un accordo commerciale né un contratto con una clausola di rescissione per quando le circostanze si fanno difficili.

È importante non avere questo atteggiamento nei confronti del partner, e tantomeno nei confronti di Dio. Non possiamo avvicinarci al Signore con l’intenzione di mercanteggiare, né cominciare le nostre meditazioni o le nostre preghiere con davanti una lista di richieste. Le preghiere di questa natura non sono fondate sull’amore disinteressato e incondizionato, e non ci aiutano a sviluppare la coscienza superiore necessaria a farci raggiungere l’interezza. Non abbiamo bisogno di ricordare a Dio le nostre necessità: più accettiamo che le nostre vite siano sempre nelle mani di Dio, più comprendiamo che pregare veramente significa dire: «Sia fatta la Tua volontà». Nel momento in cui preghiamo così, sinceramente, ci avviciniamo all’interezza.

3. Amare è una decisione da prendere personalmente, in ogni momento e in ogni circostanza.

Nessuno ha il potere di costringere qualcun altro ad amarlo/a, ma ciascuno è sempre in grado di elargire il proprio amore.

4. Amare significa imparare ad amare il nostro vero sé.

Chi non ha cura di sé non può amare profondamente gli altri: la nostra prima storia d’amore è quella con noi stessi. Un aspetto dell’amore per sé consiste nell’osservare quattro princìpi di base: niente droghe o sostanze intossicanti, niente gioco d’azzardo, niente sesso illecito, non mangiare carne. Indulgere in tali attività può indebolire la nostra costituzione di base. Più ci concediamo di vivere secondo le leggi della natura, più cediamo alla volontà di Dio; disistimarsi equivale a non considerarsi figli di Dio, sicché non avremo abbastanza amore e devozione da condividere con altri.

5. Amare è ricercare l’interezza, e, se necessario, un compagno con il quale condividerla.

Credere che sarà un altro a renderci completi, o aspettare d’essere amati per decidere di amare, è rimanere poveri e in costante attesa. Più crescono in noi l’amore e l’interezza, più ci attiriamo analoghi contatti nell’universo.

6. L’amore non può esistere fra due persone disperate, che cercano solo l’appagamento personale e si uniscono per derubarsi a vicenda.

Se si uniscono due persone, ciascuna incentrata egoisticamente solo sui propri bisogni, non sapranno rendersi reciprocamente felici, troppo impegnate a cercare di arraffare qualcosa per sé, a spese dell’altro.

7. L’amore è una relazione sacra, nella quale i partner si uniscono per mettersi al servizio e per svelare le proprie debolezze e i punti di forza, al fine di migliorarsi.

In una relazione non sacra, è tipico che ciascuno nasconda le proprie debolezze: tali partner sono, normalmente, interessati all’amore erotico (ossia al desiderio di possesso) anziché a un amore responsabile e altruista.

8. Amare è la vera energia dell’anima, ciò di cui l’anima ha fame. Quando chiediamo amore, ciò che vogliamo è un contatto con l’anima, la quale è parte infinitesima di Dio.

Non possiamo aspettarci che l’amore ci colga come un attacco di epilessia: va riscoperto istante per istante, trasformando il desiderio di possesso in amore, ed entrando in contatto con l’anima nostra e altrui. Moriamo tutti per fame di amore vero, incondizionato.

9. Amare è vedere il nostro partner come un dono di Dio: occorre andare oltre il semplice “amare il nostro prossimo come noi stessi”.

In realtà, dovremmo amare gli altri, specialmente il nostro partner, anche più di quanto amiamo noi stessi: è così che ci rendiamo conto che ci è stato donato da Dio e che non ci appartiene; abbiamo solo il compito di averne cura per conto del Signore, e la responsabilità che sia di lui ciò che vuole il Signore. Ogni tentativo di dominare il partner diventa di cattivo gusto: bisognerebbe invece fare del nostro meglio per far emergere le sue qualità più alte, una dinamica che rivelerà anche la nostra natura più elevata.

10. Amare è vedere nel nostro compagno una via per restituire il nostro amore a Dio.

L’amore che riceviamo dal nostro compagno proviene in realtà dal Signore, e il nostro compito è restituirglielo, o ricambiarlo. Gli altri fungono da veicolo dell’amore di Dio nei nostri confronti, e noi stessi siamo veicoli del Suo amore verso gli altri; il Signore ci coinvolge in questo gioco, e vuole vedere cosa facciamo con il Suo amore: possiamo ricambiarlo, prendendoci cura del nostro partner con grande dedizione, come se Dio stesso fosse presente.

11. Amare è condividere con il partner le nostre realizzazioni: questo aiuterà ad elevare la sua coscienza insieme alla nostra.

così la relazione diventa un continuo crescendo. Se non cresciamo insieme spiritualmente, alla fine la relazione si romperà. A volte temiamo di lasciarci andare alla vita spirituale, per paura di dover rinunciare alla nostra identità, o di perdere il nostro partner; occorre però capire che abbandonarci al Supremo è un’opportunità per riconquistare la nostra completa identità: senza una dimensione spirituale nella vita, non siamo interi e non riusciamo ad esperire un amore profondo.

12. L’amore è una relazione con un compagno, rappresentabile con un triangolo i cui vertici chiamiamo A, B e, in alto, C. Noi siamo il punto A, il nostro compagno è B, e il Signore è C: Dio è al centro di tutte le nostre attività.

Decidiamo con il nostro partner di fondare questo triangolo, e di farne un legame permanente fra noi, sicché, ogni volta che meditiamo o preghiamo, siamo in contatto sia con il nostro compagno che con Dio. Non è necessario meditare insieme o pensare simultaneamente a questo legame: l’accordo continuerà a funzionare in ogni momento e in ogni luogo. In questo modo, Dio sarà sempre al centro di tutti gli aspetti e di tutte le attività della relazione.

13. Amare significa vedere sempre noi stessi quali “amore in azione” e portatori d’amore ovunque andiamo.

Se siamo così traboccanti d’amore, esso si riversa per sua natura su chiunque incontriamo. Con questo stato d’animo serviremo da rappresentanti del Divino in ogni aspetto della nostra vita, e di conseguenza agiremo da vigili guerrieri spirituali. Possiamo praticare “l’amore in azione” servendoci del respiro: quando inspiriamo, ci visualizziamo assorbire il dolore e la frustrazione di coloro che amiamo; nell’espirare, emettiamo in loro direzione felicità, gioia, amore e pace. In realtà, non si tratta di un esercizio atto ad aiutare solo i nostri cari, ma anche il mondo intero. Inspirando siamo partecipi, non ignoriamo i problemi delle altre persone, le vogliamo aiutare. Espirando, emettiamo amore, compassione e guarigione. Non si tratta di un esercizio fine a se stesso: ha un impatto potente, e, se osserviamo il processo nel corso del tempo, ne constateremo gli effetti benefici sugli altri.

14. Amare implica lo sviluppo di relazioni “competitive” e altruistiche.

In un primo momento ciò può sembrare strano e contraddittorio: come si fa a parlare di cooperazione, condivisione e altruismo, e poi chiamare in causa la competizione? Tuttavia, non vi è alcuna contraddizione. In un contesto spirituale, “competizione” significa che facciamo del nostro meglio per superare in altruismo il nostro partner, facendo a gara a chi riesce a dare di più. La competizione consiste nel ricordarsi a vicenda il Supremo, e nell’incoraggiare il partner ad accelerare il passo verso il Signore. Lo scopo è aiutarsi reciprocamente nella crescita spirituale. Questa dinamica è riservata a chi desidera la spiritualità, e cerca esperienze che trascendano i piaceri fugaci della vita materiale. Gareggiare in altruismo incoraggia i partner a ricordarsi perché si trovino in questo corpo: per diventare, ancora una volta, entità capaci di amore e dedite al Signore.

15. Amare significa offrire la stessa qualità di amore che si prova per il proprio partner a chiunque, senza però la componente sessuale.

In altre parole, estendere agli altri l’amore che si ha per l’essere a noi più caro. Se ci chiediamo come eliminare la componente sessuale, ricordiamoci semplicemente che sesso e amore non sono necessariamente sinonimi; l’amore che proviamo per i nostri figli è estremamente intenso, pur scevro da sfumature sessuali. Indipendentemente dalle circostanze, possiamo provare a sviluppare lo stesso tipo di amore in ciascuna delle nostre relazioni. Se è così dolce amare una persona sola, riuscite a immaginare quanto più dolce sarebbe, se amassimo tutti in quel modo? Pensiamo agli scambi d’amore che si potrebbero sviluppare, a quale reciprocità andrebbe ad arricchire la vita nostra e altrui: ogni giorno, una dose di felicità, gioia e soddisfazione inimmaginabili! Invece di contare solo su determinate persone capaci di regalarci quest’esperienza, comprenderemmo d’essere in cerca di Dio. A questo punto, più ci renderemo conto che Dio si trova in ogni persona, più faremo esperienza del Divino, e più il Divino ci renderà interi.

16. Amare è avere un compagno, o cercarne uno, per guarire il mondo, non per fuggire dal mondo.

I molti che cercano un compagno per scappare dal mondo conducono una vita miserevole, spinti dall’idea che se trovassero quella data persona tutto andrebbe a posto, o quantomeno sarebbe tollerabile. Ma non possiamo guarire il mondo se siamo noi stessi troppo feriti.

17. Amare è trattare tutte le relazioni come preliminari alle Relazioni divine e assolute del Regno di Dio.

Dovremmo considerare tutte le nostre relazioni come se Dio ci avesse mandato quel partner per consentirci di risolvere tutto ciò che deve essere risolto prima di unirci per l’eternità a Lui. Ciò significa vedere il nostro compagno come un agente del Signore, riconoscendo la nostra natura divina, e ricordando d’essere figli di Dio, cui spettano realizzazioni e piaceri elevati. Solo nel Regno di Dio troveremo l’amore e la relazione eterna a cui aneliamo così profondamente.

In ultima analisi, il vero associarsi e il vero relazionarsi risiedono, allo stato di perfezione, nel Regno di Dio. Al momento stiamo viviamo in una scuola che ci apre alla crescita o all’amore, aiutandoci a diventare tali da esperire un amore che trascende quanto per ora possiamo immaginarci. A tale scopo occorre mettere Dio al centro: il Signore è nel cuore di ognuno di noi, disposto a guidarci. Non possiamo però fare ritorno a casa se crediamo di essere soltanto creature fisiche, la cui felicità si trova in esseri di sesso opposto o del medesimo sesso. Il ritorno è possibile solo accettando d’essere figli di Dio, e di poterci unire al nostro amorevole Padre-Madre in un regno eterno. Questo è nostro diritto di nascita. 

Ci avviciniamo di un passo a questo regno eterno ogni volta che vediamo una situazione quale espressione di Dio, o ogni volta che ci prendiamo cura di un altro, anziché approfittare di lui o sfruttarlo. Ricordiamo che quando viviamo in uno stato di coscienza così alto, incontriamo la divinità ovunque, e cominciamo addirittura ad esperire i regni del mondo spirituale mentre ci troviamo ancora nel nostro corpo mortale! È questa la cosa stupenda: la profonda relazione d’amore con Dio e con tutte le Sue parti infinitesime è sempre presente; il nostro allontanamento dal Signore e dai nostri compagni divini è solo 

Questo capitolo del Kit è tratto da “Guerriero Spirituale: Dal possesso all’amore” dove puoi trovare ancora più dettagli sulla scuola dell’amore. 

Non lo hai ancora nella tua libreria? Questo è davvero un libro indispensabile per diventare un vero Guerriero Spirituale!

Cosa aspetti?

8. Le 10 tecnologie per una leadership illuminata​

Il Guerriero Spirituale è mosso dalla compassione e dal desiderio di condividere i suoi progressi nel cammino della vita con gli altri.

Così ogni Guerriero, quando avanza nel percorso, condivide le sue realizzazioni e i suoi raggiungimenti con le altre persone, trovandosi nel ruolo di guida. 

In questo modo diventa Leader e perciò viene investito di una importante responsabilità, quella di guidare gli altri nel percorso, in base alle sue possibilità.

Per svolgere il ruolo di Leader, il Guerriero Spirituale dovrà sviluppare determinate caratteristiche e cambiare il suo modo di pensare. Infatti dovrà trasformare la mentalità “penso solo a me” in “penso a noi, al gruppo”. Questo cambiamento aiuterà il Guerriero a progredire nel suo avanzamento di coscienza. 

Le tecnologie metafisiche che trovi di seguito sono strumenti semplici e tuttavia profondi che potresti introdurre nel tuo stile di vita. 

Per trarne il massimo beneficio, aggiungi alla tua pratica quotidiana una meditazione su di esse. 

1. A cosa mi serve? E poi?

Questa meditazione è progettata per farci rendere conto che sono molte le illusioni che possono influenzarci oppure renderci schiavi. Leone Tolstoj ha scritto una volta che la sua vita è cambiata quando ha cominciato a mettere in discussione ogni cosa, nonostante il suo grande successo. Seguendo l’esempio di Tolstoj, in questa meditazione figuriamoci di possedere una grande abbondanza di beni materiali, ad esempio una ricchezza esorbitante, una fama mondiale, una vasta erudizione, oppure una bellezza travolgente. Consideriamo a turno ciascuno di questi ambiti, o anche altri se vogliamo, e rendiamoci conto che non possono costituire l’obiettivo ultimo dell’esistenza. Chiediamoci: «A cosa mi serve?», «E poi?»

2. Non siamo questo corpo

Questa riflessione ci aiuta a renderci conto che siamo più del mero corpo fisico. Perciò non dovremmo reagire eccessivamente agli stimoli materiali, o esservi troppo attaccati. L’esercizio consiste nel dirsi con piena presenza: «Ho un corpo, ma non sono questo corpo»; «Ho una mente, ma non sono questa mente»; «Ho un lavoro, ma non sono questo lavoro»; oppure: «Ho una casa, ma non sono questa casa». Allarghiamo questa meditazione ad ogni possibile problema, per aiutarci a lasciare ogni attaccamento ai fenomeni impermanenti.

3. Il punto di vista dell’altro

Questo esercizio ci aiuta a diventare più sensibili alla percezione che l’altra persona ha di una certa situazione, in particolare nel corso di conflitti interpersonali. Scegliamo un conflitto che ci disturba; scriviamo una lettera a noi stessi come se fossimo la parte avversa che cerca di convincerci del suo punto di vista. Applichiamo questa tecnica ad ogni conflitto.

4. Vedere Dio dappertutto

Tale contemplazione ci aiuta a offrirci di più agli altri e a ricevere più amore dalla gente in generale. Esercitiamoci a vedere ciascuno come fosse un’energia divina.

5. Tutto ha uno scopo

Non esistono coincidenze: dal momento che l’universo consta di forze agenti superiori che controllano ogni cosa, ogni nostro incontro ha una sua ragione. Siamo soggetti a una legge spirituale simile a quella della fisica: a ogni azione corrisponde uguale reazione. Possiamo dunque provare a trarre una lezione da tutto. L’esercizio consiste nel volgere eventi negativi in eventi positivi, ed eventi positivi in eventi ancora migliori: se impariamo da ogni cosa che ci accade, allora tutto può diventare un evento positivo, poiché noi diventiamo più saggi.

6. Responsabilità

Sapere che il Supremo e le Sue schiere angeliche ci vedono sollecita a vivere in maniera più retta, per essere ricompensati invece che puniti. L’esercizio consiste nell’immaginare di essere costantemente osservati dagli occhi di Dio, che tutto vedono.

7. Richiesta d’amore

Questo esercizio ci fa rendere conto di quante forme possa assumere una richiesta d’aiuto, e ci ricorda di verificare come in cui abbiamo aiutato gli altri. L’esercizio sta nel considerare ogni interazione quale un’offerta o una richiesta d’amore.

8. Amore in azione

Questa tecnologia ci aiuta a inondare con un amore vibrante chiunque e qualunque cosa ci sia accanto. L’esercizio sta nel vederci come se incarnassimo l’amore in azione.

9. L’imminenza della morte

Immaginiamo che il dottore ci abbia appena detto che siamo gravemente malati di cancro o di AIDS e che abbiamo tre mesi di vita. Se fosse questo ciò che la sorte ci riserva, vivremmo in maniera diversa ciascuno dei nostri ultimi giorni? Tale riflessione ci aiuta a tenere a mente che non possiamo mai essere sicuri di quanto tempo ci resti da trascorrere in questo corpo materiale: è bene quindi non procrastinare nulla, e avere ben chiare le nostre priorità: le cose importanti, essenziali, devono essere fatte adesso!

10. Una seconda possibilità

È bene che viviamo ogni giorno pronti ad andarcene, nel caso arrivi il nostro appuntamento con la morte. L’esercizio consiste nell’immaginare di stare morendo proprio ora, e di riuscire a vedere cosa ci stiamo lasciando alle spalle e l’effetto che la nostra morte ha sugli altri. Quali sono i nostri ultimi pensieri? Quali i rimpianti? Che cosa lasciamo di incompleto? Sarebbe bene che facessimo tutte queste cose oggi.

Anche se pensi di non essere Leader, tutti lo siamo. 

Perché?

Ci sono persone che osservano il nostro comportamento e ne verranno comunque influenzate. Possono essere figli, amici, partner, alunni, colleghi e così via.

Ognuno di noi influenza almeno 1000 persone nella sua vita. 

Che dire se sei un aspirante Guerriero Spirituale che ha il desiderio di cambiare il mondo!

Sii cosciente di essere Leader e applica con coscienza questi 10 punti. 

Perché nel percorso del Guerriero si ottiene molto di più quando si dona.

9. I 4 principi della comunità​

Una volta che il Guerriero Spirituale ha imparato ad agire con amore e ha imparato a diventare leader di sé stesso, prendendosi la responsabilità anche di aiutare gli altri, è pronto a costruire un’alleanza con gli altri Guerrieri Spirituali. 

Quando più Guerrieri si incontrano e collaborano insieme per migliorare il mondo, creano una comunità spirituale

Questo non significa necessariamente che vanno vivere insieme e condividono la propria vita, ma che uniscono le loro intenzioni e i loro sforzi per raggiungere il proprio obiettivo di crescita e il servizio verso gli altri. 

Una comunità amorevole è un esercito pronto a combattere tutte le avversità della vita con la forza dell’amore e della compassione.

Questi sono i 4 principi di una comunità spirituale:

Primo principio

Comportati con ogni persona che incontri come se il successo della tua vita spirituale dipendesse dalla qualità della vostra interazione.

Secondo principio

Pensa alla persona che ami di più e aspira a trattare tutti con la stessa qualità d’amore.

Terzo principio

Cerca di vedere ogni conflitto prima di tutto come se fosse colpa tua. Guarda ai conflitti come opportunità per crescere, per chiarire le diverse percezioni e per creare sinergia.

Quarto principio

Renditi conto che le persone con cui stai ora potrebbero benissimo essere coloro con i quali vivrai il resto della vita e che saranno con te al momento della morte.

Tante persone possono essere nella stessa stanza, apparentemente molto vicine fra loro, eppure manifestare mondi interiori completamente diversi.

Allo stesso modo anche person fisicamente lontane possono sentirsi estremamente connesse se tra loro si è creata una comunione di intenti. Questa è la vera comunità spirituale.

E noi abbiamo, come Guerrieri Spirituale, un potere fenomenale…

Le nostre relazioni, i nostri gruppi lavorativi, gli amici e la famiglia possono trasformarsi in comunità amorevoli se solo riusciremo a fare nostri questi 4 principi spirituali. 

Agire secondo questi principi ci rende fondatori di comunità d’amore. 

Questo capitolo del Kit è tratto da “Guerriero Spirituale: Dal possesso all’amore” dove puoi trovare ancora più dettagli sulla scuola dell’amore. 

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Cosa aspetti?

10. I 4 cammini universali e la filosofia del guerriero​

Come ci possiamo mettere in contatto con la meta suprema? 

Quale strada ci riporterà alla nostra vera casa? 

Innanzitutto, possiamo dire che tutti i percorsi rientrano in una delle seguenti categorie filosofiche: materialismo, nichilismo, impersonalismo e personalismo. 

È importante comprendere queste quattro scuole di pensiero mentre esaminiamo cosa c’è all’interno e all’esterno dell’universo materiale e nel regno spirituale.

Primo cammino: Materialismo

La filosofia del materialismo è sostanzialmente una filosofia atea. Il materialismo sostiene che l'essere umano non è altro che un'entità biologica senza anima. L'esistenza è il risultato del nostro collocamento in ambienti diversi i quali producono la nostra personalità. Lo scopo della vita è mangiare, dormire, accoppiarsi e difendersi o, come affermava Charles Darwin, la sopravvivenza del più forte. Questa filosofia produce egoismo grossolano e si basa sullo sfruttamento e sulla manipolazione, piuttosto che aiutarci a vivere in armonia con la natura. Le forze negative che opprimono il pianeta aderiscono a questa filosofia atea e cercano di diffonderla in tutto il mondo.

Secondo cammino: Nichilismo

In secondo luogo, c'è il nichilismo chiamato anche "filosofia del vuoto". Secondo questo pensiero, il nostro coinvolgimento con la materia produce sofferenza, le relazioni interpersonali ci portano dolore e le attività materiali ci causano stress, frustrazione e depressione. Questo è un pensiero profondamente collegato alla filosofia del Buddhismo, dove l'obiettivo consiste nella ricerca del nirvāṇa: libertà dall'ego, dal focalizzarsi sul mondo materiale e dal bombardamento delle influenze sensoriali. Questa filosofia ci dice esattamente cosa non è la realtà, ma ci offre poche informazioni riguardo a cosa sia davvero la realtà.

Terzo cammino: Impersonalismo

La terza categoria filosofica è l'impersonalismo. Questo pensiero ci porta fuori dall'arena materiale e sposta la nostra attenzione nella coscienza cosmica chiamata samādhi. In questo stato di coscienza, le persone sperimentano l'universalità della creazione e sentono un profondo senso di unione con Dio, con il rischio di ritenersi come Lui. L'obiettivo è quindi quello di immergersi nell'energia di Dio e diventare uno con la Sua luce. L'impersonalismo contempla gli elementi basilari della materia, ma prendendo in considerazione una sola dimensione della Divinità, rimane incompleta e trascura totalmente la nostra differenza da Dio. Sperimentare questa differenza è essenziale per il nostro sviluppo spirituale, perché solo se siamo diversi da Dio possiamo sviluppare un'attitudine al Suo servizio. Altrimenti, nell'unità indifferenziata, non è possibile offrire un servizio d'amore.

Quarto cammino: Personalismo

La filosofia del personalismo riconosce che il materialismo porta dolore e confusione, ma che dobbiamo superare queste difficoltà e liberarci dal bombardamento sensoriale. Tale pensiero include aspetti del materialismo, del nichilismo e dell'impersonalismo, ma supera i loro limiti perché riconosce l'esistenza di attività che vanno al di là della materia.

La concezione personale contiene e addirittura supera la comprensione impersonale della realtà. 

Il Supremo Signore è assoluto e quindi può esistere contemporaneamente sia a livello personale che impersonale. 

A causa dei nostri condizionamenti abbiamo la tendenza a vedere ciò che è spirituale come qualcosa di opposto al materiale: ciò che è materiale ha forma e allora lo spirituale deve essere senza forma; materiale significa attivo, perciò lo spirituale deve essere inattivo, e così via. 

Per avere una corretta comprensione delle attività che si verificano nel mondo spirituale dobbiamo mettere da parte queste convinzioni sbagliate. 

Solo attraverso l’amore e la devozione potremo superare il nostro approccio impersonale nei confronti di Dio e avverrà solo dopo aver passato molte vite di immersione in questa coscienza cosmica. 

Solo allora otterremo finalmente l’opportunità di entrare in contatto con le attività straordinarie che si verificano nel mondo spirituale.

Il mondo spirituale è il nostro ambiente naturale.

I grandi maestri ci rivelano continuamente un’esistenza che va oltre ciò che noi percepiamo e sono impazienti di mostrarci gli strumenti che ci permetteranno di ritrovare questo preziosissimo stato di coscienza che abbiamo perduto.

La nostra anima ha vagabondato per tantissime vite, siamo entrati e usciti da tanti contesti e situazioni, spesso morendo di una fame interiore che è colmabile solo attraverso la compagnia spirituale.

Il Guerriero Spirituale è nel suo viaggio di ritorno a casa.

11. Il contributo di Bhakti Tirtha Swami​

Bhakti Tirtha Swami, al secolo John E. Favors, nacque in una famiglia afro-americana molto religiosa. Da bambino divenne un giovanissimo predicatore del Vangelo e per questo apparve regolarmente in televisione, mentre da ragazzo fu leader nel movimento per i diritti civili del Dr. Martin Luther King Jr. All’Università di Princeton divenne Presidente del Consiglio Studentesco e Presidente della Coalizione per il Terzo Mondo (Third World Coalition). Si laureò in Psicologia con specializzazione in Parapsicologia, ma ricevette riconoscimenti ufficiali in molti altri campi di studio: Scienze Politiche, Studi sull’Africa, Indologia e Diritto Internazionale.

I libri di Bhakti Tirtha Swami sono testi di riferimento in tutto il mondo per le università e le organizzazioni che si occupano del tema della leadership. Molti suoi libri sono stati tradotti dall’inglese in più di 19 lingue, tra cui tedesco, francese, spagnolo, portoghese, macedone, croato, russo, ebraico, balinese e italiano.

Negli Stati Uniti l’autore ha prestato servizio come Assistente Coordinatore per il programma di riforma penale nello stato del New Jersey presso l’Ufficio della Pubblica Difesa, come coordinatore di diverse cliniche per il trattamento dell’abuso di droga e come consulente straordinario per i Servizi di Valutazione dell’Educazione (Educational Testing Services). Bhakti Tirtha Swami ha ricevuto riconoscimenti internazionali come rappresentante della casa editrice Bhaktivedanta Book Trust, in particolare per l’eccezionale lavoro svolto con l’élite intellettuale dei paesi dell’Est Europa.

Nel ruolo di Guru della tradizione Vaisnava, Bhakti Tirtha Swami ha supervisionato personalmente vari progetti negli Stati Uniti (in particolare a Washington D.C., Potomac, Maryland, Detroit, Pennsylvania e Virginia Occidentale), nell’Africa Occidentale, in Sudafrica, Svizzera, Francia, Croazia e Bosnia, ed è stato direttore della Federazione Americana delle Scuole e dei College Vaishnava.

Bhakti Tirtha Swami ha fondato l’Istituto per la Tecnologia Spirituale Applicata (Institute for Applied Spiritual Tecnology), ha diretto il Comitato Internazionale per lo Sviluppo Urbano Spirituale (Comittee for Urban Spiritual Development), ed è stato uno dei coordinatori internazionali del Settimo Congresso Panafricano (Seventh Pan African Congress). Membro dell’Istituto delle Scienze Noetiche (Noetic Sciences), del Centro per la Difesa dell’Informazione (Center for Defense Information), dell’Associazione delle Nazioni Unite per l’America (United Nation Association for America), dell’Istituto Fondazione Nazionale per la Pace (National Peace Institute Foundation), della Società per il Futuro del Mondo (World Future Society) e del Forum Globale dei Leader Spirituali e Parlamentari (Global Forum of Spiritual and Parliamentary Leaders).

Specializzato in Relazioni Internazionali e Risoluzione dei Conflitti, Bhakti Tirtha Swami ha viaggiato in tutto il mondo con regolarità ed è diventato il consulente spirituale di membri delle Nazioni Unite, di celebrità e leader politici tra cui re e giudici della Corte Suprema. Nel 1990 Sua Santità è stato incoronato ad honorem re di Warri, in Nigeria, per le sue incredibile attività umanitarie svolte in Africa e, in generale, nel mondo. Negli scorsi anni ha incontrato numerose volte l’ex Presidente del Sudafrica Nelson Mandela per scambiarsi punti di vista e strategie per la pace nel mondo.

Per incentivare l’autosufficienza attraverso lo sviluppo di scuole, cliniche, fattorie e sistemi di lavoro a domicilio, Bhakti Tirtha Swami ha condotto seminari e workshop che descrivono una leadership centrata sui valori, sullo sviluppo spirituale, sulle relazioni interpersonali, sulla corretta gestione del tempo e dello stress. In particolare è stato unanimamente riconosciuto il valore del suo contributo sul tema della risoluzione dei conflitti nel mondo.

Il 5 agosto 2004, gli fu diagnosticato un melanoma al piede sinistro. Benché abbia fatto il possibile per trovare una cura, il cancro ha continuato a diffondersi nel suo corpo fino a portare Bhakti Tirtha Swami sul letto di morte, dove ci ha insegnato la lezione più importante della vita: come morire. Durante il periodo successivo alla diagnosi Bhakti Tirtha Swami diede numerose conferenze sull’argomento della morte e scrisse un libro di meditazioni intitolato “Il Mendicante: Morire prima di morire”. Quasi un anno dopo, il 27 giugno 2005, Bhakti Tirtha Swami è partito da questo mondo circondato da amici, parenti e studenti.

Benché Sua Santità Bhakti Tirtha Swami se ne sia apparentemente andato, ha lasciato dietro di sé una grande eredità che continua a vivere attraverso i suoi libri. Numerose lezioni, conferenze e seminari negli archivi della Hari-Nama Press attendono ancora di essere trascritti e pubblicati in futuro. I suoi insegnamenti continueranno senza dubbio a vivere nelle vite di coloro che beneficeranno del suo messaggio.

12. Dalla teoria alla pratica!​

Ora hai acquisito un prontuario completo delle tecniche segrete del Guerriero Spirituale.

Abbiamo parlato di queste tecniche in modo schematico, proprio con l’idea di vederle in modo panoramico e darti un’idea di come dovrebbe essere un Guerriero Spirituale.

Come avrai capito ogni tecnica apre un mondo di idee, realizzazioni e prospettive. Su ogni tecnologia che ti abbiamo esposto potremmo fare un seminario di una settimana!

Abbiamo visto solo la punta dell’iceberg, eppure siamo sicuri che ti stai portando a casa qualcosa di valore, che cambierà la tua vita.

Puoi continuare lo studio (e il tuo apprendistato da Guerriero Spirituale) in diversi modi.

Sicuramente ti consigliamo vivamente di procurarti tutti i libri di Bhakti Tirtha Swami in Italiano (CLICCA QUI) perché sono pieni di informazioni indispensabili alla tua crescita. Dopotutto è lui l’ideatore del concetto di “Guerriero Spirituale”, nonché il primo Guerriero Spirituale. Il nostro team si sta prodigando per pubblicare il più velocemente possibile tutti i libri di Bhakti Tirtha Swami a cominciare dalla serie “Guerriero Spirituale”. Puoi controllare le nostre pubblicazioni QUI.

Il secondo modo per approfondire è quello di seguirci (noi dello staff di Bhakti Tirtha Swami Italia) perché faremo conferenze e seminari a tema sui nostri canali Facebook, YouTube e Instagram. 

Troverai qui sotto i link per accedere. Ti consigliamo di iscriverti al canale che preferisci per rimanere informato/a degli eventi che faremo e delle prossime pubblicazioni.   

 

Ma come sempre… una cosa è la teoria e un’altra la pratica!

Vogliamo creare una Community di Guerrieri Spirituali, sotto il vessillo dell’amore e della compassione. Vogliamo cambiare il mondo e vorremmo farlo con te. 

Perciò scrivici e facci sapere i tuoi progressi nella ricerca spirituale e nel tuo percorso da Guerriero. 

Rimaniamo connessi nell’amore,

A presto,

Lo staff di Bhakti Tirtha Swami Italia

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